Agronomia

Flavescenza dorata della vite: sintomi e cure per debellarla definitivamente

Un approfondimento su una delle malattie più pericolose per i viticoltori italiani

Negli ultimi decenni, la flavescenza dorata della vite si è affermata come una delle malattie più gravi e temute in viticoltura, capace di compromettere gravemente la produttività e la qualità delle uve. Di origine infettiva e trasmessa da un insetto vettore, questa fitoplasmosi è in grado di diffondersi rapidamente nei vigneti, causando danni consistenti all’intero impianto. In Italia, la flavescenza dorata è oggetto di lotta obbligatoria e la sua diffusione ha assunto dimensioni preoccupanti in molte regioni vitivinicole, in particolare nel Nord Italia

Noi di Corteva Agriscience, consapevoli dell’importanza strategica della viticoltura italiana e della necessità di proteggere i vigneti da questa pericolosa patologia, con questo articolo vogliamo approfondire in modo chiaro e professionale tutti gli aspetti legati alla flavescenza dorata

Che cos'è la flavescenza dorata e quali sono i suoi sintomi

La flavescenza dorata è una malattia infettiva della vite causata dal fitoplasma Candidatus Phytoplasma vitis, appartenente al gruppo dei giallumi della vite. Questo microrganismo colonizza i tessuti floematici della pianta, ostacolando il flusso della linfa e alterando il metabolismo vegetale. La trasmissione avviene principalmente attraverso l'insetto vettore Scaphoideus titanus, una cicalina che, nutrendosi della linfa di viti infette, acquisisce il fitoplasma e lo diffonde a piante sane durante la sua attività alimentare. 

I sintomi della flavescenza dorata si manifestano generalmente durante l'estate, tra luglio e settembre, e interessano diverse parti della pianta: 

  • Foglie: nelle varietà a bacca bianca, le foglie tendono a ingiallire, mentre in quelle a bacca rossa assumono una colorazione rossastra. Le foglie possono presentare un accartocciamento verso il basso, diventando fragili e assumendo una consistenza cartacea. In alcuni casi, si osserva una forma triangolare dovuta all'arrotolamento dei margini fogliari. 
  • Tralci: i tralci delle piante infette spesso mostrano una mancata o irregolare lignificazione, rimanendo erbacei e flessibili. Possono inoltre presentare macchie scure alla base. 
  • Grappoli: i grappoli possono subire disseccamenti parziali o totali, con acini che appassiscono e cadono prematuramente. Questo porta a una significativa riduzione della produzione e a un peggioramento della qualità dell'uva.  

Scaphoideus titanus: l’insetto vettore della flavescenza dorata 

Come accennato in precedenza, la flavescenza dorata della vite viene trasmessa quasi esclusivamente da un insetto vettore: Scaphoideus titanus, una piccola cicalina originaria del continente americano, introdotta accidentalmente in Europa negli anni ’50. 

Dal punto di vista morfologico, questo insetto è lungo circa 5-6 mm e presenta un corpo di colore giallo-brunastro, con ali trasparenti e venature scure ben evidenti. Gli adulti sono agili e dotati di una buona capacità di spostamento all’interno del vigneto, sebbene il volo sia relativamente limitato. 

Il ciclo di vita della cicalina è strettamente legato alla vite, unica pianta ospite su cui è in grado di alimentarsi e riprodursi. Le uova vengono deposte in autunno sotto la corteccia dei tralci legnosi e svernano in questa forma. La schiusa avviene in tarda primavera (indicativamente tra fine maggio e inizio giugno, a seconda delle condizioni climatiche). Le neanidi, che attraversano cinque stadi di sviluppo, si nutrono attivamente della linfa della vite, acquisendo eventualmente il fitoplasma da piante infette. Il fitoplasma viene già trasmesso a partire dalla quarta età

Ogni anno si compie una sola generazione (ciclo monovoltino), e la presenza di individui infetti negli stadi giovanili rappresenta una minaccia costante per i nuovi impianti e per i vigneti già colpiti. Per questo motivo, la gestione del vettore è un elemento chiave nella strategia di contenimento della flavescenza dorata

Il rimedio di Corteva per combattere la flavescenza dorata della vite

La gestione efficace della flavescenza dorata passa necessariamente attraverso il controllo dell’insetto vettore Scaphoideus titanus. In questo contesto, noi di Corteva Agriscience abbiamo sviluppato Closer™, una soluzione innovativa a base della molecola Isoclast™ active (sulfoxaflor), specificamente studiata per il rapido contenimento degli insetti fitomizi dall’apparato boccale pungente-succhiante, come le cicaline

Closer™ si distingue per una modalità d’azione unica, che combina efficacia e rapidità. Agisce sia per contatto che per ingestione, interferendo sul comportamento alimentare dell’insetto vettore: Scaphoideus titanus smette immediatamente di nutrirsi, interrompendo la trasmissione del fitoplasma responsabile della flavescenza dorata. Grazie all’elevata sistemia acropeta e mobilità translaminare, il prodotto protegge anche le parti della pianta non direttamente irrorate, raggiungendo efficacemente gli insetti nascosti nella chioma o nella pagina inferiore delle foglie. 

Registrato per l’impiego su vite da vino e vite da tavola, Closer™ è attivo anche nei confronti di altri parassiti come le cocciniglie (Planococcus ficus, Parthenolecanium corni), permettendo così un approccio multi-target che si integra perfettamente nei programmi di difesa integrata (IPM). È inoltre resistente al dilavamento, non genera acaro-insorgenza, rispetta l’entomofauna utile ed è impiegabile con un basso dosaggio (400 ml/ha), garantendo sostenibilità e performance. 

In un contesto di viticoltura sempre più esigente e orientato alla qualità, Closer™ rappresenta una risposta concreta e tecnologicamente avanzata per la protezione del vigneto e la salvaguardia delle produzioni. Contattaci ora per ulteriori informazioni!