Agronomia

Effetti degli stress in fioritura e all'allegagione su pomodoro da industria

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Nel pomodoro da industria la fase che va dall’inizio della fioritura fino alla piena allegagione rappresenta uno dei momenti più delicati e determinanti dell’intero ciclo colturale. È proprio in questo arco di tempo che si definisce gran parte del potenziale produttivo della coltura:

  • numero di frutti per pianta
  • uniformità di sviluppo delle bacche
  • pezzatura

Qualsiasi fattore di stress abiotico che interferisca in questa fase può lasciare effetti permanenti sulla resa e sulla qualità finale del prodotto. I maggiori sono:

  • stress termico
  • squilibri idrici

Analizziamo insieme il meccanismo fisiologico alla base dello stress, per pianificare la strategia gestionale migliore.

 

 

Fioritura:

La fioritura del pomodoro è una delle fasi fisiologicamente più sensibile, poichè rappresenta il risultato di un equilibrio molto sottile che coinvolge:

  • condizioni ambientali
  • nutrizione
  • stato fisiologico della pianta

Perché la fecondazione avvenga correttamente, è necessario che il polline sia vitale, che le antere si aprano in modo regolare e che lo stigma risulti ricettivo. Tutti questi processi rispondono in modo estremamente sensibile alla temperatura ambientale.

 

In condizioni ottimali, con temperature diurne comprese tra 20 e 26 °C e notturne tra 14 e 18 °C, la fioritura procede regolarmente e l’allegagione risulta elevata e uniforme. Quando, invece, le temperature superano stabilmente i 32–34 °C di giorno o quando le notti rimangono calde, oltre 20–22 °C, la fisiologia del fiore entra rapidamente in sofferenza, con delle conseguenze talvolta drammatiche:

  • la vitalità del polline diminuisce
  • la germinazione pollinica si riduce
  • aumenta l’aborto fiorale

Dal punto di vista metabolico, lo stress termico altera l’equilibrio tra fotosintesi e respirazione. La respirazione aumenta, mentre l’efficienza fotosintetica tende a ridursi, con una conseguente minore disponibilità di assimilati proprio nel momento in cui il fiore, e in particolare il polline, hanno un fabbisogno energetico molto elevato.

 

Il ruolo dell'ossidazione

Parallelamente, l’eccesso di temperatura porta a un aumento della produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS).

In condizioni normali le ROS non sono solo sottoprodotti dannosi del metabolismo, ma svolgono anche un ruolo di segnalazione. Tuttavia, quando la loro produzione supera la capacità di controllo dei sistemi antiossidanti della pianta, si instaurano veri e propri fenomeni di stress ossidativo che provocano un danno multisito:

  • alle membrane cellulari
  • all’apparato fotosintetico
  • alle strutture riproduttive.

Il risultato agronomico è evidente: minore percentuale di allegagione e irregolarità produttiva.

foto pomodoro 

 

Allegagione:

L’allegagione rappresenta il momento di transizione in cui la pianta passa dalla funzione riproduttiva all’avvio dell’accrescimento del frutto. È una fase in cui il metabolismo si riorganizza rapidamente e in cui assumono un ruolo centrale di calcio e boro due elementi della nutrizione strettamente legati dal punto di vista fisiologico.

 

Il ruolo del calcio

Il calcio svolge innanzitutto una funzione strutturale. Nei tessuti giovani del frutto stabilizza le pareti cellulari grazie al legame con le pectine, rendendo i tessuti più coesi e resistenti durante le intense fasi di divisione e distensione cellulare.

 

Allo stesso tempo, il calcio non è soltanto un elemento “statico”, ma agisce anche come messaggero secondario a livello cellulare. Le variazioni della concentrazione di Ca²⁺ nel citosol partecipano alla regolazione della risposta agli stress, modulando l’attività enzimatica, il funzionamento stomatico e l’attivazione dei sistemi di difesa.

 

Marciume apicale:
una fisiopatia legata alla disfunzione del calcio

 

Il marciume apicale del pomodoro è probabilmente l’esempio più evidente delle conseguenze di uno squilibrio fisiologico che si manifesta in allegagione. Non si tratta di una malattia, né di una semplice carenza di calcio nel suolo, ma di una disfunzione localizzata del calcio nei tessuti del frutto.

 

Fluttuazioni idriche, stress termici e riduzione della traspirazione compromettono il flusso xilematico, limitando l’arrivo di Ca ai frutti giovani. Se a questo si associa una carenza di boro, la parete cellulare perde stabilità e i tessuti diventano più vulnerabili (si veda la tabella riportata di seguito, relativa alla mobilità di calcio e boro).

 

Lo stress ossidativo, con accumulo di ROS, accelera ulteriormente il degrado cellulare, portando alla comparsa delle tipiche necrosi apicali.

Tabella 1: mobilità di calcio e boro nel pomodoro da industria

Caratteristica

Calcio (Ca)

Boro (B)

Mobilità nella pianta

Molto bassa

Bassa

Velocità di movimento

Lenta

Lenta–moderata

Mezzo di trasporto

Solo xilema

Solo xilema

Redistribuzione verso tessuti giovani

No

In maniera molto limitata

Dipendenza dalla traspirazione

Molto alta

Alta

Accumulo nei frutti

Molto difficile

Difficile

Sintomi di carenza

Localizzati su tessuti giovani, anche radicali (necrosi, fisiopatie)

Sintomi rapidi su apici, fiori e frutti

Esempi tipici

Marciume apicale, perdita di firmness

Abortività fiorale, deformazioni, scarsa allegagione, perdita di firmness

 

Il ruolo del boro

Il boro è indispensabile per rendere efficiente questo sistema. Attraverso la formazione dei complessi boro‑pectina, il boro consente una corretta organizzazione della parete cellulare e rende funzionale l’azione strutturale del calcio.

 

In assenza di boro, anche un buon contenuto di calcio può risultare inefficace, perché il calcio non riesce a integrarsi correttamente nella matrice pectica della parete.

foto pomodoro 

 

Stress termici e idrici: lettura integrata dei processi

Durante fioritura e allegagione, caldo e stress idrico agiscono spesso in modo combinato. La riduzione della disponibilità idrica produce diversi effetti:

  • limita la traspirazione
  • riduce il raffrescamento fogliare
  • compromette il trasporto del calcio.

Allo stesso tempo, lo stress termico:

  • aumenta il metabolismo respiratorio
  • aumenta la produzione di ROS

Quando questi fattori si sommano, la pianta entra in una condizione di forte squilibrio fisiologico, che si traduce in perdite produttive, disuniformità di allegagione e aumento delle fisiopatie.

 

 

Gestione agronomica delle fasi critiche

Alla luce di questi meccanismi, la gestione agronomica della fioritura e dell’allegagione deve essere impostata in modo preventivo e integrato, puntando non solo a nutrire la pianta, ma a sostenerne i processi fisiologici e la capacità di reazione agli stress.

 

Bilanciamento dell'azoto

Un primo aspetto fondamentale è la gestione dell’azoto. L’azoto deve essere disponibile in modo continuo e bilanciato, evitando sia carenze sia eccessi che spingerebbero la pianta verso una crescita vegetativa eccessiva.

In questo contesto, Utrisha N consente un apporto equilibrato di azoto e sostiene l’efficienza del processo fotosintetico del pomodoro da industria, aiutando la pianta a sostenere le fasi riproduttive senza creare squilibri nutrizionali.

 

Gestire boro e calcio

Durante l’allegagione, il corretto funzionamento dei processi legati a calcio e boro è centrale. Set fornisce questi due elementi in modo coordinato, supportando le funzioni strutturali della parete cellulare, la segnalazione calcio‑dipendente e la stabilità fisiologica dei frutti in accrescimento.

 

Controllare lo stress ossidativo

La gestione dello stress ossidativo diventa sempre più importante in annate caratterizzate da elevate temperature. BioForge rappresenta un supporto antistress ad ampio spettro, contribuendo a ridurre l’accumulo di ROS grazie alla sua attività antiossidante e alla capacità di modulare il potenziale osmotico delle cellule, aiutando la pianta a mantenere l’integrità fisiologica dei tessuti.

 

Favorire lo sviluppo dell'apparato radicale

Alla base di tutto vi è però l’apparato radicale. Un sistema radicale sviluppato e funzionale garantisce continuità nell’assorbimento idrico e nutrizionale e consente alla pianta di reagire meglio agli stress e di recuperare più rapidamente una volta ripristinate condizioni ambientali favorevoli. La strategia che combina Utrisha Rhizo e MycoUp favorisce lo sviluppo radicale, migliora l’efficienza di assorbimento e aumenta la resilienza complessiva della coltura del pomodoro da industria.

 

 

Conclusione

La fioritura e l’allegagione del pomodoro da industria rappresentano una fase di estrema delicatezza, in cui temperatura, acqua, calcio, boro e stress ossidativo interagiscono in modo complesso.

 

Una gestione agronomica moderna deve partire dalla comprensione di questi meccanismi fisiologici per tradurli in strategie concrete e preventive.

 

L’integrazione tra nutrizione equilibrata, supporto fisiologico e soluzioni biologiche mirate consente oggi di affrontare queste fasi critiche con risultati tangibili:

  • maggiore stabilità produttiva
  • elevata qualità del raccolto
  • migliore capacità di adattamento alle sempre più frequenti condizioni di stress ambientale.

 

Bibliografia essenziale

  1. El‑Abd, M. et al. Physiological studies on flowering and fruit set in tomato. Acta Horticulturae.
  2. Alsamir, M. et al. (2021). Heat stress in tomato (Solanum lycopersicum L.). Saudi Journal of Biological Sciences.
  3. Sellami, M. H., Kooli, F. (2021). Physiological and growth responses of tomato plants to heat stress. Discover Plants.
  4. White, P. J., Broadley, M. R. (2003). Calcium in plants. Annals of Botany.
  5. Gholamnejad, J. et al. (2018). Effect of boron on calcium movement and fruit quality in tomato. Journal of Plant Nutrition.
  6. Brown, P. H. et al. (2002). Boron in plant biology. Plant biology (4) 205-2023.

 

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